mercoledì 25 febbraio 2015

Conviene pagare la Siae???



Di cosa parliamo oggi?

Si potrebbe parlare dell'isis...
oppure dei vandali che hanno distrutto la barcaccia...
oppure ancora degli accordi fra Grecia e Europa...

Invece parleremo di Siae.

Di recente infatti è uscita la notizia di un "presunto" trasferimento di soldi in Svizzera da parte del presidente Siae, nientepopòdimeno che Gino Paoli.

Ho quindi realizzato che la sua casa senza più pareti, ma alberi ( alberi infiniti ) potrebbe essere forse la descrizione di uno chalet ecosostenibile acquistato nella bassa engadina con soldi non-tassati.

Ma andiamo avanti.
Prenderemo come esempio, un cantautore emergente, che vuole tutelare i suoi brani e chissà magari anche guadagnarci qualcosa attraverso la vendita o l'esecuzione.

Chiameremo questo cantautore  Baldo Giovane.

Baldo Giovane si reca quindi alla Siae.

Cos'è la Siae?

La Siae è una società che tutela il diritto d'autore.

Baldo Giovane ha scritto dei brani suoi - scritti nella sua cameretta - e decide di iscriversi alla Siae per tutelarsi.

Li trascrive o li registra, secondo procedura e li porta in Siae.

Da questo momento è tutelato da eventuali plagi e ogni volta che un suo brano verrà rappresentato in pubblico, ha diritto a ricevere un compenso.

L'iscrizione e' gratuita?
In cambio del servizio si paga una quota associativa annuale variabile, che nel nostro caso è di circa 120 euro.

Come funzionano i compensi? 

Ogni volta che vengono eseguiti pubblicamente dei brani musicali - che sia in radio, in tv, in un'esibizione di piazza, in un matrimonio o in un locale - chi usufruisce di questi brani (il proprietario del locale, della radio, della tv etc) deve pagare la siae e poi far pervenire dei moduli che attestano quali canzoni sono state eseguite.
La Siae dal canto suo, ricevute le dichiarazioni, ogni tot. mesi, manderà un resoconto di tutte le volte che un'opera è stata eseguita con i relativi compensi all'autore.

Ad esempio ogni volta che qualcuno suona pubblicamente Il cielo in una stanza, a Gino Paoli entra un pagamento relativo ai diritti d'autore.

Ma torniamo a Baldo Giovane...

Baldo Giovane quindi ha scritto delle canzoni, le ha depositate in Siae pagando una quota associativa di 120 euro ed ora è pronto a far girare la sua musica e ricevere i compensi che gli spettano.

Riesce a suonare due volte alla settimana ed ha un repertorio di circa venti brani originali, che ripete tutte le sere in locali diversi. Si sbatte anche in qualche radio minore e riesce anche a esibirsi in una tv regionale.

Se tutto funzionasse a fine anno Baldo avrebbe un guadagno ragionevole, quanto meno in grado di coprire la rata di 120 euro annuali.

E invece? 

E invece quando a fine anno apre la busta con i compensi Siae scopre che tutto il suo sforzo è stato pari a meno di quanto speso per la rata associativa.

Perché?
Perché quasi nessuno ha compilato i moduli attestanti l'esibizioni di Baldo. Quasi nessuno dei piccoli posti - o delle radio e tv minori - in cui il nostro cantautore si è esibito, è stato disposto a pagare la Siae e a dichiarare i brani.

Siae troppo cara per le piccole realtà?  Mancanza di controlli?  Magna - magna all'italiana dove poi non magna nessuno?

Non ci interessa, diciamo solo che Baldo Giovane si ritrova a fare i bilanci dell'anno.

Ha scritto 20 brani originali.
Si è sbattuto ovunque.
Eppure ha perso soldi.

Baldo Giovane è triste e dubbioso:

Vale la pena pagare la Siae?

Noi di storiediunprecario siamo contrari al pagamento della Siae per un cantautore emergente.

Non essendoci nessun ricavo economico dal deposito dei brani rimane solo il problema di evitare il rischio di plagio.

E questo si può fare in altri modi spendendo meno.
https://www.youtube.com/watch?v=_EB8cYPV_10 (video semiserio)

Anche i social network forniscono una parziale tutela.
O al limite un amico avvocato.

Troviamo inutile spendere soldi per iscriversi in Siae a queste condizioni.
Purtroppo anche qui con i soldi di molti si arricchiscono in pochi.

Noi vogliamo che Baldo Giovane, visto che non potrà restare giovane, che resti almeno baldo.
Noi vogliamo che diventi Baldo Vecchio e lo invitiamo a scrivere ancora ma a tutelare le sue opere in maniera diversa.

Almeno per ora.




















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