sabato 3 dicembre 2011

STORIA DI UN MINESTRONE


Buongiorno a tutti e benvenuti a Boccea! Boccea un quartiere ricco in dentiere e in brutti palazzi. Sembra che anche il sole nel momento in cui è costretto a passare su via di Torrevecchia si faccia coprire dalle nuvole, pur di non guardare.

Socrate vi da il benvenuto dalla sua fredda caverna che però oggi annovera un allegro alberello natalizio in più...

Oggi parliamo del minestrone.

A me piace, anzi AMEMMI' piace vedere il "percorso" che fanno gli alimenti che compro.

L'ho scoperto da poco, mangiarli è la cosa meno importante: quello che conta è la storia che hanno, il percorso che questi alimenti fanno dentro di me, da quando mi è venuta l'idea di acquistarli fino a che il rumore dello sciacquone li fa sparire per sempre.

Ieri ad esempio ho comprato un minestrone. A un certo punto preso da una botta salutista ho pensato : "ora mi compro un bel minestrone come quelli che mi faceva mamma!".

Mi ricordo il passatone verde con sopra il rosso dell'uovo e dentro la mozzarella. Mi divertiva giocare col rosso dell'uovo perché era come un sole che tramonta nel mare. Voi direte: "ma come??? il mare è blu!!!..." e questo significa che non siete mai stati al mare a Fregene...

In fondo mi piaceva, anche se l'idea del minestrone l'ho sempre associata a qualcosa di vecchio, un pò contadino e popolare, che mal si abbinava con le mie coloratissime Air Max. Quindi dicevo: "che schifo!!!", ma poi me lo mangiavo... ero così scemo che ne volevo sempre ancora, ma non lo dicevo perché non volevo compromettermi dopo aver detto "che schifo"...

Ma comunque torniamo alla storia...

Ho preso una bella mozzarella Francia al bancone del supermercato e poi ho deciso di prendere al mercato le verdure. Ho preso il sacchettino già fatto con carote, bieta, due-fagioli-due limortacciloro, zucchine, broccolo, cavolo e qualcos'altro non ben identificato (forse dita di contadino...).

Ho portato tutto a casa e ho messo il pacco in frigo...

La sera stessa non ho mangiato il minestrone perché non m'andava quindi l'idea mi è rimasta a bollire in testa per tutto oggi. E questo è il fine primo tempo di questa storia commovente e soprattutto avventurosa che chiamerò " I PERCORSI DI UN MINESTRONE "

Oggi però, tornato a casa, c'era il pacchettino in frigo e così è ripresa la storia: (secondo tempo). Ho preso le verdurelle e le ho messe a bollire nell'acqua. Mentre facevano capriole e si mescolavano l'una con l'altra pensavo che venivano dalla terra e che la storia sarebbe stata molto più lunga se le avessi dovute raccogliere e che sarebbe stata una storia molto più circolare. Ma va bene così, la mia vita è fatta anche di altre storie, e non è solo il vecchio circolo della terra che da all'uomo e dell'uomo che ringrazia...

Ho pensato che la carota è più timida della zucchina e che il cavolo non ha voglia di fare un cavolo, mentre i due fagioli chissà se si incontreranno mai più. E mentre pensavo ai due fagioli che "affagiolati" erano pronti per fare un fagiolino... ho frullato tutto... e mi sono intristito. E le verdure? La storia? Ditemi? Può finire con questo killeraggio?

E questo è la fine del secondo tempo che chiamerò "L'OMICIDIO COL MINIPIMER"...

Infine mi sono messo a tavola...

Ho spezzato la mozzarella nel passatone verde e mi sono sentito a Fregene. Dopo di che ho mangiato, ho ripensato ai negozianti che m'hanno venduto le cose, a quando lo mangiavo da piccolo, alle verdure, insomma una serie di flashback come nei migliori film.

Così ho ripulito il piatto, ne ho preso un altro pò ed è finito il terzo tempo. Manca ormai solo l'ultimo capitolo "LA DIGESTIONE DEL MINESTRONE" ma questo preferisco tralasciare...

Solo allora però potrò dire il passato è passato.
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