giovedì 24 novembre 2011

cuoco nell'asilo parte 2

leggi come ho trovato questo lavoro qui

leggi la prima parte qui

PARTE 2

ero rimasto al pagamento....

bene, fra i pianti dei bambini mi dirigo verso la stanza dei pagamenti: sono esausto e ho anche mal di testa. C'è una bambina dentro la stanza con un giocattolo in mano, le sorrido. Lei mi guarda interdetta e poi "wahhhhh" a piangere anche lei. Capisco che non è giornata...

Dietro la scrivania la direttrice dell'asilo prende i soldi da un cassetto e mi da 40 euro.
Come 40? penso io, mi hanno detto che erano 50 perché mi avevano avvertito in extremis la mattina stessa...

Lo faccio notare...

La direttrice mi dice che sono arrivato alle nove e mezza e che l'orario completo è di "6 ore piene" (... mi sfugge ancora il significato di piene) mentre io nonostante abbia finito alle 3 ho fatto solo 5 ore e mezza.

Le spiego con gentilezza che se vengo chiamato alle 8 non riesco a stare da loro alle 8; e come ragionamento mi sembra convincente. Poi aggiungo che la mattina io faccio un altro lavoro per cui ho dovuto interrompere la mia passeggiata col cane per dirigermi verso l'asilo. Vorrei spiegarle che Spitz (il mio scordinatissimo cane) non caga a comando, ma evito vista la situazione...

Intanto la bambina piange e io ho mal di testa...

La direttrice non capisce l'evidenza dei due numeri 8 di cui sopra e riesce a superarsi: " io le faccio un discorso di coscienza" riesce a dire, insinuando alla mia prestazione in cucina oggettivamente insufficiente. E aggiunge: "A me 10 euro non cambiano niente, ma visto che comunque lei è in prova con noi..."

Un ragionamento che sa tanto di ricatto. Io sono oggettivamente dispiaciuto di come è andata: era la prima volta, un'urgenza, 50 bambini, poteva capitare e mi dispiace non essere riuscito a fare il lavoro come penso vada fatto. Credo altresì che se fai un discorso di coscienza devi ESSERE UMANA e non subdola. Preferivo sentirmi dire "ah pure i soldi vuoi???" e avrei capito uguale. In ogni caso ribatto: " guardi stamattina mi hanno detto 50 euro dalla segreteria. A quel punto io mi aspetto 50 euro anche se mando a fuoco la cucina, poi sarà mio dovere rifiutare il pagamento per coscienza. Lei non è la mia coscienza. In ogni caso vanno bene 40 euro"

A quel punto lei ha iniziato a parlare di regole, del fatto che si stanno mettendo in regola con l'inps e altre sigle strane che mi sembrava di stare in un film di Aldo, Giovanni e Giacomo... lei però pignola come Giovanni, mi spiegava che presto anche queste entrate non le pagheranno in nero, ma verranno dichiarate e bla bla bla...

Mi faceva un discorso di coscienza parlandomi di inps e dichiarazione dei redditi.
Ah ah un discorso umano, parlandomi da cittadino, da stato.
Ah ah mavatteliamagnàisoldi!!!

Così ribatto secco: "guardi, questa è una cosa che riguarda la vostra azienda e non questa giornata, quindi non c'è bisogno. 40 vanno bene. Arrivederci!"

E così dispiaciuto per la giornata e per lo spiacevole pagamento esco dall'asilo, sfiduciato nelle mie capacità di cuoco, ma contento delle mie capacità di difendermi.

Con coscienza,

D.


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