giovedì 20 ottobre 2011

LE CHIAVI DI CASA


"Quanto sei bella Boccea quando Piove" cantava un famoso cantautore romano e aggiungerei sempre cantando "quanno la vecchia se specchia nella pozza-a-a"... sembra, fra l'altro, da recenti studi, che Carlo Magno volesse spostare la sede imperiale a Boccea, ma poi con l'aiuto degli amici tornò di buon umore.

Socrate dalla sua caverna vi da un abbraccio "secco e asciutto": oggi lo scirocco, con il suo alito pesante, avrà sicuramente innervosito anche voi che come me siete amanti del sereno e dei venti del nord.

Oggi parliamo degli oggetti. Forse l'avrete già sentito dire a qualcuno, però, anzi mapperò, anche gli oggetti hanno un'anima. Alcuni sono pregni di significati, ricordi, emozioni ed è piacevole stare in loro compagnia: ad esempio un bel tango arancione all'ingresso di casa mette molta allegria, per non parlare di quanta allegria metterebbe un bel tangA arancione... ma per quello c'ho perso le speranze, per l'altro invece basta andare in cartoleria. Altri oggetti invece si caricano di ansie, paure, agitazioni diventando così dei mostri sgraziati e deformi: ad esempio, le chiavi di casa.

Il mio vecchio mazzo di chiavi mi crea veramente notevoli disagi, addirittura ben più del mancato tanga di cui sopra:

1) è sempre una cosa che devo portare con me, neanche fosse un braccio. E' una di quelle cose senza la quale non puoi uscire: le chiavi, il portafoglio e il cellulare. Nelle tasche delle giacche e dei pantaloni si nascondono milioni di inutili trattati di sociologia, un esame pratico dovrebbe essere la perquisizione. Un casa, i soldi, i documenti, un oggetto per parlare a distanza: un pò arido no?

2) le chiavi si nascondono sempre, e se non sono a loro a nascondersi, si organizzano bene o col cellulare o col portafoglio per far nascondere loro. Mi dispiace, ma sono proprio convinto che tutto parta dalle chiavi. Cioè, non è il portafoglio che dice alle chiavi di nascondersi, ne il cellulare, sono le maledette chiavi di casa che lo fanno. Perché? ma è chiaro, perché vogliono che resti a casa, perché non vogliono uscire, il loro unico scopo è accoppiarsi con la toppa della porta e non soffocare in una tasca. In ultima analisi e poi la smetto, la chiave è chiaramente un oggetto maschile e dentro di lei si insinua un femminismo subdolo; si dovrebbe chiamare il chiave: il chiave e la toppa.

3) le chiavi sono i tuoi genitori: "stai attento a non perderti le chiavi di casa", "le hai prese le chiavi? sennò resti fuori", "adesso sei grande abbastanza per avere le chiavi di casa". E così tu che eri abituato a correre felice coi tuoi pantaloni senza tasche e a sbucciarti le ginocchia sul ghiaino, sei costretto ad andare in giro con questi inutili pezzi di ferraglia e di conseguenza a cambiare abbigliamento. Compaiono così i pantaloni con le tasche, gli "un attimo che poso le chiavi" e ancora "o-d-d-i-o d-o-v-e l-e h-o m-e-s-s-e ????? a-h c-e l-h-o i-n t-a-s-c-a!!!!!". Ma ormai tu adulto e vaccinato non ci pensi più e non ti soffermi sul fatto che convivi ogni giorno con uno dei tuoi peggiori nemici.

4) le chiavi sono i ladri, sono la diffidenza, sono la chiusura, sono i tuoi possessi, sono le chiavi del garage, della macchina, della grata, del motorino, sono le famiglie chiuse in casa, in garage, in macchina ( qui stanno un pò scomode...), nel bauletto del motorino. UNA FAMIGLIA INTERA DENTRO AL BAULETTO!!!

La chiave o il chiave chedirsivoglia chiude la mente e anche quando ci sembra che apra una porta, un garage, una macchina, un bauletto in realtà sta sempre chiudendo qualcosa.

Alla prossima,

Dennis

P.s. Boccea è grande!!!!!

Pps. Non hai ancora visto Le Storie di Assunta??? Sei un cretino!!! ma puoi rifarti cliccando qui






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