lunedì 5 settembre 2011

LA PASSEGGIATA NEL PARCO


... oggi sono stato nel parco del Pineto, proprio qua dietro casa mia, con il cane a fare il dog sitter... quindi sveglia alle 5 30, esco alle 6 e 30 e prendo il cane alle 7 per due ore... a volte penso, sveglia a parte, che sia il lavoro più bello del mondo. Peccato che non ci riesca a vivere.

Il parco del pineto è un gioiello, purtroppo a volte viene lasciato andare, e questo è un peccato: ci sono baracche e accampamenti in fondo alla valle che al primo impatto pensi, "questi zingari rovinano il parco", ma a un secondo impatto molto più intelligente e acuto pensi "quanto siamo stronzi che abbiamo asfaltato tutto", già quanto siamo stronzi...

Il sole sorge dietro San Pietro, come ogni giorno. Io lo chiamo sole, ma in realtà cosa sia non lo so, quindi lo saluto lo ringrazio e saremo buoni amici tutto il giorno. Il piccolo parco mi ricorda l' Africa, ma non è bello solo per un ricordo felice, forse per questo è più bello, ma sarebbe bello uguale anche se fossi stato nella vita solo a Roma.

Mi piace vedere gli uccelli che tutti insieme scappano su un albero o scappano dall'albero quando passa il mio scordinatissimo cane. I corvi sono i più coraggiosi restano sempre li temerari... questi corvacci non sai mai se ti vogliono un pò male oppure no.

Mi piace pensare gli altri chiusi in uno studio, mi piace pensare che si può fare qualcosa per cambiare tutto, ogni tanto penso al lavoro, al fatto che dovrei pagare l'affitto al mio amico, al fatto che devo chiamare questo o quello, ma poi respiro e sento che il cane è una vita, una vita che corre scordinata e che non c'è differenza fra me e lui, nessuna se non il fatto che mi rovino la vita pensando... quindi preso dall'entusiasmo di questa mia sensazione vitale, inizio a pensare che si si può cambiare tutto, che posso rendere i miei amici più felici, che anzi ho la chiave d'accesso alla felicità, che tutti dovrebbero salutare il sole e amare la vita come me e incazzarsi con me se le cose non vanno... così facendo però vado di nuovo fuori perché penso ancora, quindi respiro e mi rimetto al centro.

Amo le formiche, da quando ero bambino. Sento da dentro me stesso che in un'altra vita io fui formica. A tre anni mi era un pò difficile sostenere questa tesi e voglio dire capisco anche mia madre, mio padre e mio fratello un pò innervositi a camminare con me che facevo estrema attenzione a dove mettevo i piedi. Eppure io non vedevo differenza fra me e la formica ed era così curioso che ci fossero questi esserini neri a terra che andavano su e giù come spiritati.

Anche oggi sono stato un pò a guardarle, chissà chi è la mamma o il papà, chissà chi è il capo? poi ho provato a creare un vortice di energia sul mio dito poggiandolo a terra e ho cercato di concentrare l'energia li. "Questo sarà il vostro tempio" pensavo... "venite qui dove c'è energia!!!". Naturalmente non sono venute (non ancora...), forse ho il dito un pò deboluccio, o forse loro non lo sanno che io sono stato formica e quindi semplicemente odiano la mia grossa ciabatta brasiliana. Dopo un pò che le guardavo e le invitavo a piegarsi di fronte al mio "indice divino" anche il cane ha iniziato a preoccuparsi e mi ha abbaiato quindi abbiamo ripreso la passeggiata...

Altro giro, altra corsa nell'erba alta (del cane non mia...) e alla fine siamo tornati a casa. L'ultimo tratto è sempre il più difficile, perché a me di tenere il cane al guinzaglio e di tirarlo mi fa proprio fatica, mi dispiace, sento un collo che si tira e non è bello... Allora devi dare ordini che è ancora meno bello e quindi chiama il cane, tira il cane e mi ricorda quando io volevo stare attento alle formiche mentre tutti mi mettevano fretta e mi tiravano per andare dal giornalaio.

Amici è per questo che sui giornali ci sono solo brutte notizie, io lo so che è per questo, ma io, voi, il sole, il corvo, il cane scordinato, ma soprattutto le formiche, INSIEME possiamo fare grandi cose.

Dennis
Loading...